Bacheca sindacale

GILDA UNAMS- convocazione Assemblea Sindacale in orario di servizio dei docenti delle Istituzioni Scolastiche Statali di ogni ordine e grado della Provincia di Roma (3/12/2020). Si comunica che è stata pubblicata in data odierna sul sito www.atpromaistruzione.it la nota prot AOOUSPRM n 27643 del 24.11.2020 relativa all’oggetto.

SINDACATO GENERALE DI BASE – SCUOLA – NAZIONALE – 07/10/2020
LE CONVOCAZIONI DEI PRECARI DELLA SCUOLA (SPESSO ANDATE DESERTE) IN DIVERSE REGIONI DEL NORD
E I MOLTI RIFIUTI ALL’ACCETTAZIONE DELLE SUPPLENZE BREVI HANNO COSTRETTO
IL LEGISLATORE A MODIFICARE LA NORMA SUGLI ORGANICI “ANTI COVID”
Il legislatore ed il Ministero dell’Istruzione, nella loro persistente opera di precarizzazione estrema dei lavoratori della scuola avevano introdotto per l’a. s. 2021/22 l’organico “anti Covid” : una nuova figura di supplente “usa e getta” (docente e ATA) da licenziare immediatamente nel caso di chiusura degli istituti. In queste ultime settimane infatti i dirigenti scolastici hanno fatto firmare a migliaia di persone contratti di lavoro, a tempo determinato, recanti questa clausola risolutiva espressa. L’O.M. n. 83 del 5 agosto del 2020 “Ordinanza concernente le misure per la ripresa
dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” aveva ribadito (art. 3 comma 2) un principio già sancito dal Decreto 34/2020 secondo cui “in caso di sospensione delle attività didattiche in presenza, i contratti di lavoro attivati si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”. Chiariamo che “senza diritto ad alcun indennizzo” non significa a nostro avviso senza il diritto a percepire la NASPI che dovrebbe continuare a spettare a tutti i lavoratori precari in base ai requisiti previsti dall’apposita normativa. La dicitura “ senza diritto ad alcun indennizzo” sarebbe da intendersi, a nostro avviso, senza alcuna forma risarcitoria prevista nei casi di licenziamento
senza giusta causa. La scorsa settimana è stato approvato (durante l’iter di conversione in legge del Decreto di Agosto) un importante emendamento in Senato al DL 34 secondo il quale “in caso di sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica il personale di cui al periodo precedente (ndr organico “anti covid”) assicura le prestazioni con le modalità del lavoro agile.” In altre parole: se la scuola chiude il personale “anti covid” lavorerà da casa e non sarà più licenziato. Non essendo ancora definitivamente approvata la legge rimangono al momento i contratti con la clausola risolutiva espressa. La legge, una volta approvata, dovrebbe comportare la
decadenza di tutti i contratti che dovranno essere stipulati nuovamente e senza tale clausola. Successivamente, il Ministero dell’Istruzione dovrebbe chiarire ai capi d’istituto che nemmeno i collaboratori scolastici possono essere licenziati nel caso di chiusura della scuola. A differenza di molti sindacati che stanno gridando vittoria senza aver mai mosso un dito contro questi contratti, noi di SGB (da sempre in prima linea con i precari) siamo convinti che tale modifica della normativa sia dovuta principalmente all’enorme difficoltà dell’apparato ministeriale (in questo caso direttamente le scuole) a reclutare dei lavoratori senza essere in grado di fornire loro alcuna garanzia di continuità lavorativa ed alcuna certezza dei diritti. La difficoltà nel reclutamento dei supplenti oramai è evidente a tutti i livelli e non solo per le nomine “anti covid”. Nelle principali regioni del Nord Italia, già in sede di conferimento di nomine (da
GPS e da GI) dei docenti si sono registrate enormi defezioni in aggiunta ai noti disagi indotti dalle stesse nuove graduatorie. Nella sola Emilia Romagna per nominare 12.700 insegnanti sono stati convocati oltre 82.000 aspiranti poiché circa 69.300 (85%) hanno rifiutato la proposta. Sia il direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale Versari sia il governatore della regione Bonaccini hanno individuato (non si è capito bene in base a quali dati) nel “reddito di cittadinanza” la causa principale di tale difficoltà. Nessun soggetto istituzionale vuole prendere atto del fatto che molte persone siano spesso costrette a preferire la disoccupazione alle attuali condizioni di lavoro offerte dalla scuola
soprattutto per chi deve cambiare regione di lavoro e di residenza. La proposta del governatore Bonaccini è quella di eliminare il reddito di cittadinanza (strumento già molto modesto per contrastare la povertà) per rendere ancora più ricattabile e sfruttabile la forza lavoro affinché tutti i disoccupati siano costretti ad accettare il lavoro a qualsiasi condizione. La nostra proposta invece è che le regioni ed il governo dovrebbero incrementare il welfare, il salario indiretto (a partire dalle politiche per la casa) per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori che fanno fatica ad
arrivare a fine mese. LA MODIFICA DELLA NORMA DEI CONTRATTI “ANTI COVID” DEVE ESSERE L’OCCASIONE PER RILANCIARE LA
QUESTIONE SALARIALE, PER ELIMINARE IL DIVIETO DI LAVORO AGILE (IN CASO DI EMERGENZA) PER I
COLLABORATORI SCOLASTICI E PER RIBADIRE LA NECESSITÀ DELLA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI
PRECARI DELLA SCUOLA!

17 settembre dalle ore 16,30 ASSEMBLEA CUB Scuola

presso la sede di via A.Tempesta 262 (metro C – Malatesta) in presenza

nel rispetto delle norme per il contenimento del contagio Covid, è possibile seguire l’incontro anche online su ZOOM Meeting ID 88239564098 PW Cubscuola o leggi QR 

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25 settembre 2020 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

L’inizio dell’anno scolastico sta mostrando il caos e l’improvvisazione del governo e del MIUR sulla pelle di studenti e lavoratori della scuola pubblica. Non è bastata l’esperienza di 4 mesi di sospensione della didattica in presenza per capire quanto questa sia fondamentale, sia per gli studenti che ne fruiscono, sia

per le famiglie, sia per i lavoratori della scuola.

L’emergenza Covid ha messo a nudo con estrema chiarezza tutti i danni provocati dal ventennio di tagli e “riforme” imposte sia da governi di destra che di centrosinistra: i licenziamenti di massa della Gelmini dei lavoratori più giovani mentre si alzava l’età pensionabile alle donne, l’ingresso dei privati (dall’alternanza scuola-lavoro, alle pulizie o con le fondazioni private) e l’aumento dei poteri dei dirigenti sugli organi collegiali di renziana memoria.

Oggi, stanno tutti paghiamo le conseguenze delle modifiche, fatte allora, alle norme per la gestione dei lavoratori “inidonei” e la generalizzata inapplicazione della legge 81/08 sulla sicurezza.

Le “novità” introdotte per affrontare l’emergenza, in questo contesto, ci restituiscono scenari non meno preoccupanti.

Il modello “liquido” della didattica a distanza così come il lavoro “agile” del personale ATA, l’introduzione massiccia delle nuove tecnologie si traducono in:

– aumento dei carichi di lavoro (e di spese) a parità di retribuzione per i lavoratori;

 discriminazione dei lavoratori “fragili”, di fatto sospinti o a esporsi a rischi per la salute in silenzio o a autodenunciare una condizione che li espone a un’estromissione dal servizio;
– nell’accentuazione delle differenze sociali per tutte le famiglie che sono nella condizione di accedere alla DAD.

Altre considerazioni si dovrebbero fare sul modello sociale che sottende a questa esasperante corsa alle tecnologie, in modo tale da impoverire ancor più la funzione di educazione e d’istruzione della scuola, dove la democrazia e la collegialità sono considerati ostacoli.

Contro le forze che fanno dell’epidemia di Coronavirus un’occasione di speculazione, ricatto sociale e attacco alla dimensione pubblica della scuola

25 settembre 2020 SCIOPERO di TUTTO il PERSONALE della SCUOLA

 

  • PER LA CANCELLAZIONE DI TUTTE LE “RIFORME” (Berlinguer, Fioroni, Gelmini, Giannini..)
  • PER LA RIDUZIONE DELL’ETÀ PENSIONABILE
  • PER L’ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO di TUTTI I PRECARI DELLA SCUOLA
  • PER L’INTERNALIZZAZIONE DI TUTTI I SERVIZI E I LAVORATORI
  • PER STIPENDI DEGNI DI QUESTO NOME PER TUTTI I LAVORATORI DELLA SCUOLA
  • CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE SOCIALE PER MOTIVI ECONOMICI O DI SALUTE DEI LAVORATORI, A TEMPO INDETERMINATI O PRECARI, E DEGLI STUDENTI E LE LORO FAMIGLIE